lunedì 30 aprile 2012

Passalacqua, fra 6 mesi il mini parco

L'Arena.it del 29/04/2012

LA CITTÀ CHE CAMBIA. Sopralluogo nell'ex caserma del sindaco Tosi e del vicesindaco Giacino insieme al rettore Mazzucco
Al via i lavori per realizzare un'area verde da 15mila metri quadri su un totale previsto di 183mila
Fonte:
La «nuova Veronetta» è pronta per diventare realtà. Dopo le operazioni di demolizione di vecchi manufatti presenti sull'area delle due ex caserme Santa Marta e Passalacqua, partono finalmente i lavori per la creazione di un grande parco di 183mila metri quadrati tra le antiche mura austriache in un'area considerata il più grande progetto di recupero archeologico d'Europa. La prima parte del parco, in totale 15mila metri quadrati di verde, tra il bastione delle Maddalene e la breccia di Porta Vescovo, sarà pronto entro sei mesi. Lo ha annunciato ieri il sindaco Flavio Tosi presentando l'intero progetto in uno degli ultimi edifici che restano da abbattere all'interno della vasta area dalla quale partirà la «rinascita di Veronetta». Tosi infatti spiega: «Questo recupero urbano e archeologico consegnerà all'università un campus di eccezione all'interno di un quartiere che sicuramente diventerà uno dei più belli di tutta la città grazie a un investimento coraggioso da parte dei privati e del pubblico. Il vice sindaco Vito Giacino aggiunge: «Si tratta di una svolta storica e importante per la zona che cambierà l'immagine dell'intera parte orientale della città. Non è facile rendersene conto ora che il cantiere è aperto, ma a interventi completati, qui avremo una nuova grande area universitaria, con la riqualificazione quasi completata della “Versailles” Santa Marta all'interno di una zona di verde vastissima con spazi sportivi, sale conferenza e una cappella. Infine vi è la parte dell'edilizia popolare con 144 appartamenti e quella libera con altri 155 appartamenti, 1.450 parcheggi interrati il tutto nel recupero complessivo dei bastioni riportati alle forme originali austriache con i camminamenti di ronda e 4 chilometri di piste ciclabili». Un progetto che il vicesindaco e assessore all'urbanistica Giacino sottolinea essere a costo zero per l'amministrazione perché «realizzato grazie a un finanziamento regionale di housing sociale di 10 milioni di euro, per cui va ringraziato l'assessore Massimo Giorgetti, e il contributo di imprese associate individuate tramite bando pubblico europeo per 31,6 milioni di euro». «Non si può non essere realmente compiaciuti di essere riusciti a trovare un punto di sintesi per la realizzazione di questo comprensorio di cui si parla da anni», ammette il rettore Alessandro Mazzucco, «e che sottolinea il concetto che l'università non è estranea al resto della città ma ne è parte integrante in quanto portatrice di un indotto importante». Mancano pochi mesi al completamento della ristrutturazione della Santa Marta che ospiterà due dipartimenti delle materie economiche, sottolinea poi Mazzucco, mentre il prorettore Bettina Campelli aggiunge: «Il campus è il ponte di collegamento tra le varie cittadelle universitarie, quella del diritto vicino al tribunale e quella dello sport al Gavagnin. Già da un anno usiamo le aule del Silos e con la Santa Marta faremo il salto di qualità». L'architetto Giovanni Policante, a capo di una squadra di oltre 50 tra progettisti e consulenti, ha spiegato l'iter dell'intera operazione che vede il recupero del più grande e del più piccolo bastione della città, quello imponente di Campo Marzo e il «gioiellino» delle Maddalene, il primo che in ordine di tempo verrà riconsegnato ai veronesi, recuperando le geometrie originali con la ricreazione dei terrapieni austriaci grazie al riutilizzo del materiale di risulta delle demolizioni appositamente bonificato. La prima fase dell'intervento di recupero ha infatti riguardato la bonifica ambientale, quella bellica e la depermeabilizzazione delle aree asfaltate. In totale, ricorda Giacino, «si passerà da una superficie pavimentata del 66 per cento del totale dell'area, al 32 per cento. Oltre la metà (68 per cento) sarà quindi destinato a verde pubblico».
Giorgia Cozzolino

Etichette: , , , , , ,

0 Commenti:

Posta un commento

Iscriviti a Commenti sul post [Atom]

<< Home page